Il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo, anche se meno frequente rispetto ad altre forme di cancro della pelle. È causato dalla mutazione dei melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina, il pigmento che determina il colore della pelle. Se diagnosticato precocemente, il melanoma è trattabile con ottimi risultati; è quindi fondamentale conoscerne i segnali, i fattori di rischio e le strategie di prevenzione.
In questa guida troverai tutto quello che devi sapere per proteggere la tua pelle e prevenire il melanoma: dai fattori di rischio alla mappatura dei nei, dalla regola ABCDE ai trattamenti disponibili, per esempio eseguire periodicamente la visita dermatologica con mappatura dei nei in epiluminescenza, un esame di autovalutazione che non sostituisce il parere medico.
Melanoma: quali sono i fattori di rischio?
I principali fattori di rischio sono:
- eccessiva esposizione solare;
- esposizione senza protezione solare;
- utilizzo di lampade UV;
- predisposizione genetica.
Se la predisposizione genetica rappresenta un fattore di rischio non modificabile, gli altri dipendono da comportamenti sbagliati che si possono correggere.
Come prevenire il melanoma: i consigli pratici
La prevenzione primaria del melanoma passa da comportamenti quotidiani corretti:
- Applica sempre una protezione solare adeguata al tuo fototipo, anche nelle giornate nuvolose.
- Evita di esporti al sole nelle ore di punta (tra le 11 e le 15).
- Indossa cappello, occhiali da sole e abiti protettivi durante le esposizioni prolungate.
- Evita le lampade UV e i lettini abbronzanti.
- Esegui una visita dermatologica con mappatura dei nei almeno una volta l’anno, con maggior frequenza se sei a rischio.
- Insegna ai bambini le buone abitudini solari: le ustioni nell’infanzia aumentano il rischio futuro.
Cos’è e come si riconosce il fototipo?
La nostra pelle ha caratteristiche specifiche che dipendono dalla qualità e dalla quantità di melanina prodotta. Questa variabile determina la reazione della pelle all’esposizione solare ed è classificata in sei fototipi:
- Fototipo I: pelle lattea o rossastra, capelli rossi, lentiggini. Si scotta sempre, non si abbronza mai.
- Fototipo II: pelle molto chiara, capelli biondi o castani chiari. Si scotta facilmente, si abbronza poco.
- Fototipo III: pelle mediamente chiara. Si scotta talvolta, si abbronza gradualmente.
- Fototipo IV: pelle leggermente scura o olivastra. Si scotta raramente, si abbronza bene.
- Fototipo V: pelle scura (mulatta). Si scotta molto raramente, si abbronza intensamente.
- Fototipo VI: pelle molto scura o nera. Non si scotta praticamente mai.
Chiunque può sviluppare un melanoma, ma le persone con fototipo I e II sono statisticamente più a rischio. Il numero di ustioni solari accumulate nel corso degli anni aumenta significativamente la probabilità di sviluppare tumori cutanei. nel suo video, il Dott. Mirko Frasca, specialista di Dermatologia del nostro Centro Diagnostico, illustra le differenze tra i diversi fototipi.
Cos’è la mappatura dei nei?
La mappatura dei nei è una valutazione globale della pelle – inclusa quella sotto i piedi e tra le dita di mani e piedi – e degli annessi cutanei – in particolar modo delle unghie. Per eseguire la mappatura dei nei il dermatologo si avvale di strumentazioni tecnologiche come il dermatoscopio per l’epiluminescenza e la videodermatoscopia digitale.
Per l’epiluminescenza il dermatologo usa il dermatoscopio, una sorta di lente di ingrandimento illuminata che irradia la parte da osservare. È una metodica che permette di esaminare la superficie cutanea grazie a un forte ingrandimento. Inoltre, la dermatoscopia consente di vedere le strutture subito al di sotto dell’epidermide superficiale, non visibili ad occhio nudo.
Per la videodermatoscopia lo specialista di Dermatologia utilizza una telecamera a fibre ottiche collegata a un computer che trasmette immagini di altissima qualità permettendo di salvare le fotografie delle lesioni.
Entrambe le metodiche richiedono circa 30 minuti e permettono di catalogare e immagazzinare le informazioni relative ai nei, così è più facile il controllo e il confronto delle formazioni sospette nelle successive mappature dei nei.
Come riconoscere un melanoma: la regola ABCDE
La mappatura dei nei in epiluminescenza da parte di un medico specialista e attraverso la dermatoscopia manuale o la videodermatoscopia digitale è insostituibile per prevenire il melanoma ma, tra un controllo e l’altro, è importante sapere come osservare la propria pelle e riconoscere nei e lesioni sospette. La regola dell’ABCDE ci orienta nell’osservazione accurata della cute a casa.
Un grande specchio e una lente di ingrandimento possono essere di grande aiuto per osservare i nei con la regola dell’ABCDE secondo le quale un neo è sospetto se presenta:
Asimmetria: dividendo un neo a metà, le parti sono diverse.
Bordi: discontinui, frastagliati, irregolari.
Colore: indefinito o misto tra marrone, rosso o nero.
Dimensione: superiore ai 6 mm.
Evoluzione: cambia nel tempo.
Come si cura il melanoma?
Il trattamento del melanoma dipende dallo stadio in cui viene diagnosticato. La diagnosi precoce è il fattore più importante per aumentare le possibilità di guarigione.
Stadi del melanoma
Il melanoma viene classificato in quattro stadi principali (da 0 a IV) in base allo spessore del tumore, alla presenza di ulcerazione e all’eventuale diffusione ai linfonodi o ad altri organi. Negli stadi iniziali (0 e I), il melanoma è limitato alla cute ed è altamente trattabile.
Trattamenti principali
- Chirurgia (exeresi): il trattamento principale per i melanomi in stadio iniziale. Il tumore viene asportato chirurgicamente insieme a un margine di tessuto sano circostante. Negli stadi più avanzati può essere associata la biopsia del linfonodo sentinella.
- Immunoterapia: nei melanomi avanzati o metastatici, i farmaci immunoterapici stimolano il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule tumorali. È uno dei progressi più significativi degli ultimi anni nella cura del melanoma.
- Target therapy (terapia a bersaglio molecolare): indicata per i melanomi con specifiche mutazioni genetiche (es. mutazione BRAF). Agisce direttamente sulle proteine che favoriscono la crescita tumorale.
- Radioterapia e chemioterapia: utilizzate in casi selezionati, principalmente per melanomi in stadio avanzato o per il trattamento di metastasi specifiche.
Individuare il melanoma in fase iniziale significa avere a disposizione le opzioni terapeutiche più efficaci. Per questo la visita dermatologica periodica con mappatura dei nei è il miglior investimento per la tua salute.
FAQ
Qual è la differenza tra un neo normale e un melanoma?
Un neo normale è uniforme per colore, simmetrico, con bordi regolari e di dimensioni stabili nel tempo. Un melanoma tende a essere asimmetrico, con bordi irregolari, colore disomogeneo, dimensioni superiori ai 6 mm e con caratteristiche che cambiano nel tempo. La regola ABCDE è un utile punto di partenza per l’autovalutazione, ma solo un dermatologo può fornire una diagnosi certa.
Con quale frequenza fare la mappatura dei nei?
Per le persone a basso rischio è consigliato un controllo annuale. Chi ha fattori di rischio (fototipo chiaro, molti nei, familiarità per melanoma, pregressa esposizione a UV) dovrebbe sottoporsi a controllo ogni 6 mesi o secondo le indicazioni del proprio dermatologo.
Il melanoma fa male?
Il melanoma, nelle fasi iniziali, generalmente non provoca dolore. Questo è uno dei motivi per cui è facile sottovalutarlo. La comparsa di sintomi come prurito, sanguinamento o dolore può indicare uno stadio più avanzato. Non attendere la comparsa di sintomi per prenotare un controllo dermatologico.
Il melanoma può comparire anche in zone non esposte al sole?
Sì. Il melanoma può svilupparsi in qualsiasi area della pelle, incluse zone come la pianta dei piedi, lo scroto, il cuoio capelluto e le mucose. Per questo la mappatura dei nei include anche queste aree.
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