L’infertilità femminile è una condizione multifattoriale di cui ci si rende conto solo quando si tenta di avere un figlio con il proprio partner e, spesso, questo coincide con il superamento dei 35 anni, età oltre la quale è molto difficile riuscire a concepire in maniera naturale. Infatti, sebbene l’infertilità riguardi sia l’uomo che la donna, in quest’ultima gioca un ruolo essenziale il fattore tempo: la riserva ovarica tende ad esaurirsi fisiologicamente ben prima della menopausa.
Quali sono le cause dell’infertilità femminile?
Oltre a fattori fisiologici legati all’età, ci sono altre cause dell’infertilità femminile dovute a molteplici malattie e disfunzioni.
Ovaio policistico: è uno dei più comuni disordini endocrini e colpisce circa il 5-10% delle donne nel periodo prepuberale. L’ovaio policistico è caratterizzato da numerosi follicoli (micro-cisti) non attivi, a livello della superficie esterna (corticale) dell’ovaio che provocano disfunzioni ovulatorie, iperandrogenismo e, talvolta, aumento di peso e difficoltà a perderlo.
Endometriosi: questa patologia invalidante, in cui il tessuto endometriale di norma presente solo nell’utero si trova sparso in cavità addominale, interessa circa il 10% delle donne con picco tra i 25 e i 35 anni. L’endometriosi provoca l’alterazione degli organi e crea un’infiammazione cronica nella pelvi con sintomi come forti dolori mestruali (dismenorrea), dolori nei rapporti sessuali (dispareunia) e disturbi intestinali e urinari nei casi più gravi.
Poliabortività: è una condizione che si verifica quando due o più gravidanze si interrompono prima della 20a settimana ed è favorita da abitudini non salutari, come abuso di fumo e alcolici, droghe, obesità, contatti con sostanze nocive.
Disordini dell’ovulazione: possono alterare il corretto funzionamento dell’apparato riproduttivo.
Fibromatosi uterina: si caratterizza per la presenza di tumori benigni dell’utero e le formazioni rotondeggianti di diverse dimensioni, singole o multiple che, aumentando con lo stimolo ormonale, tendono a crescere nelle donne in età fertile per poi arrestarsi dopo la menopausa.
Altre cause dell’infertilità femminili sono:
- anomalie cromosomiche
- anomalie della cavità uterina
- trombofilie;
- trombofilie acquisite;
- autoimmunità;
- endocrinopatie;
- alloimmunità;
- fattore psicologico.
Ci sono fattori esterni che possono favorire l’infertilità femminile?
Certo, anzi: è necessario sottolineare l’impatto che le abitudini e lo stile di vita hanno sulla prevenzione e conservazione della fertilità.
Il nemico numero uno della fertilità è la nicotina che danneggia in maniera importante gli ovociti: sembra che il fumo sia responsabile del 13% dei casi di infertilità. Le sigarette elettroniche sono ugualmente pericolose. La buona notizia è che il danno è reversibile: smettere è sempre vantaggioso.
L’abuso di alcol e l’uso di droghe anche leggere sono altamente nocive per gli ovociti e danneggiano le cellule riproduttive. Inoltre, il mantenimento del peso corporeo è fondamentale per evitare disturbi ormonali e cicli anovulatori, e per una buona fertilità bisogna sempre preferire cibi sani come proteine semplici (carne bianca pesce legumi), verdure, frutta e pochi latticini.
Infine, anche l’inquinamento può favorire l’infertilità femminile. Oltre a quello atmosferico, pensiamo alla plastica e al bisfenolo-a contenuto in vari imballaggi e nella carta termica, come quella usata per gli scontrini, che maneggiamo continuamente.
La capacità riproduttiva della coppia, dell’uomo e della donna, si può proteggere o correggere affidandosi a medici specialisti, come quelli del Polo della fertilità.





































